Carta delle Criticità
Gli aspetti che più risultano problematici in Val Brembana, sono anche i più evidenti. Fili dell’alta tensione attraversano la valle in ogni direzione, costituendo un elemento di interruzione del paesaggio e di impatto non solo da un punto di vista paesaggistico, ma anche per la biodiversità, costituendo un ostacolo fisico importante per gli spostamenti dell’avifauna.
Le cave, scavano profondamente le montagne offrendo uno spettacolo che può ritenersi di grande impatto per l’entità del loro sviluppo. Sono da valutare con precisione i problemi legati a questo tipo di attività.
Un altro grande problema sono i vari tipi di dissesto, oltre che le zone a maggior rischio di incendio.
Un discorso a parte meritano le centrali idroelettriche, che si ricollegano in modo diretto, per la produzione di elettricità, al problema di impatto dei sistema di distribuzione dell’alta tensione. Va comunque detto che rimangono un’importante risorsa da un punto di vista economico, generanti un tipo di energia “pulita”, e sono legate a una storia dell’industria per la quale rivestono un ruolo importante come esempi di archeologia industriale.
Carta dei punti di forza
La “Carta dei punti di forza” raccoglie quegli elementi che all’interno di questo studio si sono rivelati fondamentali secondo un’ottica di rivalutazione, che vuole puntare principalmente sull’aspetto ambientale e sul turismo, sempre seguendo una direzione di naturalità.
Vengono presentate tutte le aree protette che attraversano la superficie, in alcuni casi anche con delle sovrapposizioni tra parchi, SIC, ZPS e PLIS. Elemento di naturalità sono anche i sentieri C.A.I. e i percorsi tematici, che si inoltrano all’interno del bosco o attraversano i borghi, offrendo spesso degli scorci suggestivi e costituendo un elemento importante per i fruitori della risorsa turistica della montagna.
Quelle stesse aree S.I.B.A. legate a particolari bellezze paesaggistiche, si concentrano su aspetti d’insieme di particolare amenità, su ambiti caratterizzati da elevata naturalità, mentre il Piano Territoriale Paesistico Regionale, identifica delle zone di particolare rilevanza paesaggistica.
Ci sono poi una serie di emergenze puntuali, che caratterizzano questo territorio, legate soprattutto ad aspetti storici e archittettonici.
Ad esempio i numerosi ponti hanno seguito nella storia, lo sviluppo della valle, ma quelli più antichi sono stati identificati come elemento di pregio e hanno un valore non solo storico, ma anche come attrattiva turistica.
Anche le stazioni della storica linea ferroviaria iniziata nel 1906 e soppressa nel 1966, costituiscono una testimonianza del passato della Valle Brembana e restano come elementi architettonici di valore, da recuperare. Così come certi rustici ancora presenti nelle campagne, nei pressi del bosco o anche all’interno degli agglomerati urbani, non sempre conservati in modo adeguato, ma sicuramente di notevole valore anche da un punto di vista del paesaggio.
Da annoverare, la pista ciclabile che recupera parte del percorso dell’ex ferrovia, importante greenway, tra le poche in europa e che si collega a un tipo di attività sportiva radicata nella storia e praticata in questa valle, non solo dai professionisti ma anche dai comuni fruitori.
Attrattiva turistica risultano anche i diversi musei che interessano i paesi principali, insieme agli altri luoghi di interesse culturale.
Mentre gli scorci di pregio, lungo il corso del fiume, individuati in particolare con i sopralluoghi, hanno un’importanza principalmente turistica.
Da un punto di vista faunistico si è notato l’effetto di barriera da parte della strada e degli abitati ai fini del passaggio di animali.
In alcuni casi sono stati individuati dei punti, che potrebbero essere utilizzati anche a questo scopo, nonostante siano nati per altra destinazione. Su questo c’è da soffermarsi per una maggiore attenzione nei confronti di questo problema, che influenzi l’ottica generale per gli interventi futuri sulla viabilità, considerando anche come questo sia un problema per la sicurezza, dal momento che comporta il pericolo della presenza di animali, sulla strada stessa, e quindi di incidenti stradali.
Carta di evoluzione del suolo
Si è utilizzata la CTR del 1931 per dedurre la tipologia di uso delle superfici in quel periodo. È
stata poi rappresentata sopra la base del 1994 per rendere facilmente visibili i cambiamenti avvenuti.
Lo scopo era soprattutto evidenziare lo sviluppo del bosco e dell’urbano, inserendolo in un contesto definito anche da tutti gli altri elementi storici del paesaggio, concentrando l’attenzione pure sullo sviluppo delle linee elettriche e sulla ex linea ferroviaria.
Con lo studio relativo a questa carta, si sono aggiunti elementi alla visione di insieme e si è data la base per valutare anche i punti critici e i punti di forza in modo obbiettivo.