Inquadramento Generale del Bacino

Introduzione - Metodologia - Risultati

Metodologia

L’analisi ambientale di bacino, pur avendo come oggetto di indagine principale ed imprescindibile il fiume Brembo, è stata affrontata con un approccio di largo respiro come del resto previsto dal progetto iniziale.
L’interesse e l’attenzione per l’oggetto di studio, cioè il fiume, si amplifica riflettendo la nuova visione che oggi si ha del “corso d’acqua”: non più semplicemente spazio fisico deputato al deflusso idrico, ma piuttosto vera spina dorsale del territorio che ad esso afferisce.
Un elemento vivo, quindi, in continua evoluzione e in costante relazione con lo spazio e le dinamiche circostanti.
Una visione meno semplicistica apre nuove prospettive, ma anche nuovi problemi e la necessità di approcci ed interpretazioni differenti.
Non si tratta più solo di gestire e controllare, ma finalmente di capire, conoscere e infine anche godere di un elemento territoriale di estrema rilevanza e custode di valori che rischiano di essere persi e compromessi per sempre come purtroppo già si è verificato in altre realtà.
Valori storici, culturali, naturalistici, estetici ma anche identitari.
Questo dialogo, come potremmo definirlo in maniera un po’ allegorica, tra fiume e territorio, in termini tecnici si traduce invece in una rete di rapporti funzionali, che coinvolgono di volta in volta le varie componenti ambientali e territoriali.
Ci si riferisce agli usi del suolo, alle popolazioni animali e vegetali, ai fenomeni climatici, ai cicli naturali, che di volta in volta interagiscono tra di loro in certi casi in modo prevedibile in altri casi in maniera meno scontata.
E' quella che può essere definita una visione olistica del territorio e che aspira ad una conoscenza profonda anche se difficilmente esaustiva dello stesso.
La principale conseguenza di un tale approccio, del resto ampiamente ispirato all’ecologia del paesaggio, è la presa d’atto, anche in termini di sforzo interpretativo, di avere a che fare con un oggetto dinamico, soggetto a leggi precise ma anche ad ampi spazi di imprevedibilità.
Da qui l’importanza del monitoraggio, unico modo per cogliere ed interpretare tali trasformazioni, che coinvolgono o derivano non soltanto dalle componenti ambientali di carattere eminentemente fluviale, ma anche elementi non così direttamente riconducibili al fiume.
Ogni intervento sull’ambiente infatti, determina degli effetti.
In alcuni casi tali effetti sono immediati e facilmente individuabili, in altri l’effetto è più insidioso quando legato ad interventi modesti e diffusi, che però nell’insieme sortiscono impatti importanti. La possibilità di cogliere tali effetti dipende in larga misura anche dalla scala di interpretazione.
È per questo che uno studio accurato va fatto per successivi approfondimenti, in modo che acquisite delle informazioni si possa passare a un livello successivo e allo stesso tempo si possa impostare un confronto tra le diverse scale.

Analisi Vegetazionale

Un primo aspetto che si è valutato importante per la nostra analisi, è stata la vegetazione fluviale presente lungo le sponde del fiume. Si intende non solo la vegetazione riparia, ma anche quella che si può far rientrare nel bosco vero e proprio, per una superficie di pertinenza che risente degli effetti del fiume stesso.
Si è considerata l’interazione tra il tipo di formazioni e la morfologia fluviale.
È stata stabilita una zona di interesse, di ampiezza variabile indicativamente dai 50 ai 300 m, a seconda del contesto naturale e antropico, all’interno della quale rilevare le specie presenti, concentrando l’attenzione su quelle arboree e arbustive, ma ponendo attenzione anche alle più caratteristiche tra le erbacee.
Si sono così individuati dei tratti, che seguissero le discontinuità morfologiche del fiume Brembo.
L’interpretazione morfologica del fiume si è basata su foto aeree e sulla CTR, oltre che su foto di un precedente sopralluogo.
In base a questo, si è deciso di dividere la lunghezza del fiume oggetto di studio in 47 tratti di lunghezza non costante (si va da un minimo di 400 m a un massimo di 1600 m circa).
I risultati sono stati schematizzati e catalogati in schede, abbinandoli a informazioni riguardante l’aspetto vegetativo, ma anche di identificazione geografica, paesaggistica e ambientale del punto in esame.
All’inizio di ogni tratto è stato identificato un transetto, numerato come il tratto seguente, in corrispondenza del quale, sono state rilevate le specie presenti, con delle annotazioni riguardanti la abbondanza della loro presenza.

In tal modo si è potuta osservare con continuità, la variazione delle formazioni, mettendole così in relazione con l’altitudine e il tipo di utilizzazione del suolo, e dando lo strumento per  confrontarle con le tipologie fornite dalla Regione Lombardia, dalla Comunità Montana, dal progetto europeo Corine-Land Cover e dal progetto Dusaf di uso del suolo.

 

 

 

La Cartografia

Le informazioni acquisite nel corso delle analisi di campo, sono state organizzate in cartografia, secondo carte tematiche che possano risultare di immediata comprensione e inquadrare in modo semplice, i punti salienti della presente analisi.

La “Carta di inquadramento”, è servita per collocare da un punto di vista geografico e amministrativo, l’area di studio.
Quindi, si è passati ad un’accurata analisi con la “Carta di uso del suolo”, strumento importante in quanto fornisce numerose informazioni ambientali.
Ha completato l’inquadramento la “Carta del Sistema delle tutele”, dove sono stati evidenziati i valori naturalistici e paesaggistici oggetto di tutela a livello nazionale, regionale e provinciale.

Le Attività e gli Indicatori

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funzionalita_fluviale
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Documenti di Progetto

Realizzazioni indagini ATI:

bioprogramm
Bioprogramm

logoprogram
Program S.r.l.


valle
Comunità Montana Valle Brembana


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